Ecco, ora che mi sono ripresa dalla sbornia capodannana, posso pure scrivere le mie prime considerazioni su questo novello anno entrante, il 2008, ma anche no.
La prima cosa che mi ha colpito del 2008 è stato il nome. Duemilaotto. Duemilaeotto. Duemilotto. Bello, senza dubbio. Viene fuori da sè, duemilaotto, scivola giù dalla labbra come se fosse un rivolo di fumo di una Pall Mall. Tutta un'altra storia rispetto allo spigoloso e strisciante duemilasette. Duemilaotto, non c'è che dire, complimenti alla mamma.
(Sono sempre stata affascinata dal suono di certe parole. Ad esempio, la mia parola francese preferita è pneu. La ripeterei in continuazione pneu pneu pneu pneu fino non sentire altro che quella parola, fino ad avvertire il mio palato farsi secco a furia di sbattervi contro la lingua, fino a farmi venire i crampi sulle labbra a furia di tener la bocca a forma di "eu" francese. Pneu! Non è bellissima? Bella quasi quanto la parola inglese corpuscle. Corpuscle. Divina!)
Detto questo, vorrei esporre un dubbio che mi attanaglia da tempo: una volta passato anche il duemiladieci, questi anni del terzo millennio verranno ricordati come gli anni '10??
A me "anni '10" suona male. Mi sa di rivoluzione d'ottobre, di Titanic inabissati, di bisnonni che vanno in guerra. Mi immagino i miei figli che a scuola, nel 2030 studieranno capitoli di storia intitolati La Questione Mediorienale Degli Anni '10. Boh, non mi convince... anche se escluderei categoricamente che gli anni di questo decennio possano essere chiamati "gli anni 100", dato che vengono dopo i '90. Se così fosse gli anni dal 2010 al 2020, ad esempio, diventerebbero gli anni 110. No, non mi convince affatto.
Per il resto, cosa mi aspetto dal 2008? Non mi faccio il classico augurio, cioè che sia meglio del 2007. Mi basterebbe che fosse uguale.
'Notte.

