Che siccome quello stronzo di ventiseitre mi ha nominata, non posso tirarmi indietro.
1. Amo amare. Amo pensare che là fuori c'è qualcuno che mi appartiene. Ma amo amare anche se di amore non corrisposto si tratta.
2. Amo gli acquazzoni. Svegliarmi la mattina con il rumore della pioggia sui vetri, con il rumore dei tuoni che esplodono chilometri e chilometri sopra la mia testa e amo scendere in cucina e prepararmi un cappuccino. Ma solo se piove.
3. Amo fare le passeggiate di notte, quando non riesco a prendere sonno e fuori non c'è nessuno (che in Sicilia i rumeni e gli egiziani non violentano le persone. E dalle mie parti, neanche gli italiani).
4. Amo sentire il rumore della tastiera del computer di mia madre mentre io studio. Sentire le sue dita veloci che premono i tasti e sentire le pause, durante le quali mi immagino lei che rilegge quello che ha scritto e amo sentire che riprende a scrivere.
5. Amo uscire la sera con gli amici e partire senza sapere dove andare, partire senza sapere quando tornare.
6. Amo sentire Vittorio Sgarbi urlare a Marco Travaglio: "L'Italia è un grande Paese, con un pezzo di merda come te!".
Visto che sono buona, non nomino nessuno. Tiè.


