Penso che Adriano Celentano dovrebbe vergognarsi di esistere e di avere avuto il barbaro coraggio di chiedere alla RAI uno spazio in prima serata per le sue cialtronerie. E dovrebbero vergognarsi ancora di più i dirigenti RAI che glielo hanno concesso, perchè se uno è ignorante, ha il diritto di restare tale e di diffondere la sua ignoranza a chi ritenga opportuno, ma chi è preposto alla divulgazione pubblica dovrebbe avere un minimo di senno e impedire che cialtroni cialtroniscano nelle tv nazionali.
Adriano Celentano dovrebbe vergognarsi di esistere soprattutto dopo lo spettacolo di questa sera di Roberto Benigni. Roberto Benigni mi ha fatto piangere. Non sto qui a elencare i punti del su monologo in cui mi son venute le lacrime agli occhi, dico solo che ho pianto. Ho pianto come mi succede ogni volta che qualcuno parli d'Amore, di Dio, di Uomini e lo faccia con il linguaggio e le emozioni di un bambino di sette anni, come sempre piango quando qualcuno mi tocca le corde del cuore con la semplicità disarmante ormai così difficile da raggiungere.
Credo che Adriano Celentano la Divina Commedia la usi solo per pareggiare il piede più corto del tavolino, ma non gliene faccio una colpa. Ognuno è libero di leggere ciò che vuole ma a patto che, nel caso in cui la massima opera letteraria in cui ci si è mai cimentati siano state le controindicazioni del Viagra, non si abbia la presunzione di sentenziare brocardi politici o predire sciagure e catastrofi sociali dall'alto della propria totale insignificanza.
Ognuno faccia ciò per cui è apprezzato dai più; Celentano si limiti a cantare (a me non piace neanche quando fa quello, ma almeno non mi urta più di tanto).
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